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Nuove previsioni sul futuro del lavoro dal World Economic Forum

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E' uscito ieri il report del World Economic Forum "The Future of Jobs Report 2018", basato su sondaggi a top manager delle risorse umane di 300 compagnie internazionali, e presenta uno scenario di forte cambiamento nel mondo del lavoro dei prossimi cinque anni.

Quella che il WEF chiama "la quarta rivoluzione industriale" spazzerà via 75 milioni di posti di lavoro con l'adozione di nuovi algoritmi e l'automatizzazione del lavoro nelle fabbriche, cambiando completamente gli equilibri lavorativi, i luoghi in cui le persone lavorano e il modo in cui si lavora. 

La buona notizia è che, sempre secondo il WEF, 133 milioni di posti di lavoro (quasi il doppio) verranno creati per soddisfare le nuove necessità delle imprese: vediamo quali saranno le professionalità più ricercate.

Tra le figure emergenti si segnalano i data analysts and scientists, sviluppatori di software ed applicazioni, professionisti nei settori e-commerce e social media; ottime prospettive anche per specialisti dell’intelligenza artificiale e del machine learning, l’apprendimento automatico, dei big data e di sicurezza delle informazioni. Grande richiesta anche per consulenti e manager che sappiano guidare le imprese nella loro transizione verso il digitale.

Il report stima inoltre che, entro il 2022, il 54% dei lavoratori avrà bisogno di una significativa riqualificazione ed aggiornamento per far fronte alla "quarta rivoluzione industriale" e rispondere ai bisogni del mercato del lavoro. Di conseguenza pare che anche i servizi di e-formazione di risorse professionali vedranno un'impennata.

WEF, infine, chiede ai governi di sostenere le imprese in questa transizione e di attuare politiche volte ad innalzare rapidamente i livelli di istruzione degli individui di ogni età, soprattutto per i settori STEM (ambiti scientifici, tecnologici, ingegneristici e matematici). Quindi scuola, formazione degli insegnanti, formazione professionale e ri-qualificazione della forza lavoro aumentando le possibilità degli occupati con skill medio-basse.

L'intervento dei governi, secondo il WEF, si renderà necessario perché un'azienda su cinque ha dichiarato che non ha ancora deciso se prenderà misure per la riqualificazione dei dipendenti esistenti. Secondo il sondaggio gli imprenditori auspicano che i loro dipendenti si adatteranno o acquisiranno competenze man mano che il loro lavoro evolverà, e nel frattempo ricorreranno a subappaltatori e liberi professionisti.